Le vetture a "prova di morte"

  

 

Volvo annuncia per il 2020 le vetture a “prova di morte”.

Niente paura, l’obiettivo è la sicurezza stradale.

Negli ultimi tempi il tema della sicurezza stradale è diventato uno dei punti chiave delle ricerche delle case automobilistiche.

In un’epoca dove comfort, prestazioni e design la fanno da padrona, lo sviluppo tecnologico percorre la strada di un’automazione che garantisca trasporti e viaggi sicuri ed abbassi considerevolmente il tasso d’incidenti stradali. Numerosi sono già i prototipi che da dieci anni a questa parte hanno cercato di avvicinarsi il più possibile, forse anche troppo lentamente, a questo nuovo standard che contraddistinguerà le macchine del futuro. Mi ricordo che al Motor Show di Bologna, ancora studente guardavo meravigliato con i miei amici un’auto che era in grado di parcheggiarsi da sola, senza nessuno al volante. È passata molta acqua sotto i ponti, il mio ingombrante cellulare è diventato uno smartphone, le mie video cassette sono finite dentro uno scatolone a prendere polvere in cantina e il video del mio Mac, fedelissimo compagno di scrittura, si è assottigliato fino a sembrare un foglio di carta. Ma le macchine? Nel tempo abbiamo visto tergicristalli attivarsi automaticamente, sensori di parcheggio ci hanno aiutato con i loro “bip” a frequentare più raramente le carrozzerie, i navigatori sono spuntati come funghi sui cruscotti e tante altre tecnologie hanno decisamente cambiato l’esperienza del guidatore. L’automazione è però per qualche motivo rimasta indietro. Fino ad ora. Dopo l’ultima innovazione del sistema che percepisce la distanza tra le auto in viaggio e rallenta automaticamente per evitare le collisioni, altre importanti novità per la sicurezza dei guidatori e dei pedoni sono in arrivo.

A marzo è stato Lex Kerssemakers, CEO di Volvo, a compiere un passo decisivo verso questa direzione. Affermando con una dichiarazione coraggiosa che «Entro il 2020 le auto prodotte da Volvo saranno a prova di morte» ha illustrato come alcune tecnologie completeranno il progetto per la “guida autonoma” che Volvo prevede di lanciare con le prime vetture proprio nel 2020.

 

Ecco le otto caratteristiche che, secondo Lex Kerssemakers, renderanno le vetture Volvo completamente “a prova di morte”.

Probabilmente avrebbe potuto trovare una definizione più accattivante ma si sa che gli uomini Svedesi sono molto pragmatici.

Sensori di parcheggio

A differenza di quelli che sono ormai in dotazione su tutte le nuove vetture, questi dovrebbero rilevare i veicoli in movimento al di fuori del campo visivo del guidatore ed aiutare non solo in fase di parcheggio ma anche in quella d’uscita.

Mantenimento della corsia

Questa funzione è stata sviluppata per mantenere la traiettoria all’interno delle linee di delimitazione della strada. Pensata per prevenire gli incidenti causati dai colpi di sonno, prevede anche un allarme che rileva i segni di stanchezza del guidatore.

Airbag esterni:

Sono airbag che, al contrario di quelli tradizionali, esplodono all’esterno della scocca attutendo l’impatto derivato da collisioni.

Sistema anti-collisione:

Tecnologia sulla quale anche altre case automobilistiche sono al lavoro, consiste in rallentamenti o frenate automatiche, che non hanno quindi bisogno dell’intervento del guidatore, quando rileva pericoli di impatto.

Cruise control adattivo

È la funzione che coordina e controlla i sistemi automatici installati per evitare gli incidenti ed in più indica la presenza degli autoveicoli che si trovano al di fuori del campo visivo del guidatore.

Rilevamento dei pedoni

Questo sistema segnala al guidatore la presenza delle persone sulla strada, anche quelle non visibili per motivi di scarsa illuminazione o maltempo.

Rilevamento dei ciclisti

Come per i pedoni, esiste un sistema di rilevamento dei ciclisti su strada che ne monitora velocità e traiettoria.

Rilevamento degli animali

È capitato quasi a tutti, almeno una volta, di vedersi attraversare la strada da un animale impaurito. Anche in questo caso, la vettura reagirà automaticamente rallentando o frenando.

 

Se, a prima vista, nessuno di questi punti risulti come un’innovazione tecnologica incredibile, la loro unione e coordinazione in un unico sistema capace di reagire e prendere decisioni senza l’intervento del guidatore possono davvero ottenere risultati importanti nella lotta al tasso di incidentalità e alle morti su strada. A nostro parere, gli airbag esterni aiuteranno tantissimo.

Alla speranza che gli obiettivi di Volvo siano raggiunti e condivisi anche da altre case automobilistiche si aggiunge quella di un prezzo approcciabile.

Per quanto siamo disposti ad accettare che i comfort dei full-optional di lusso siano riservati a chi se li può permettere, ci piacerebbe che almeno la sicurezza sia alla portata di tutti.

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