See now, buy now: ufficialmente chiuso il mese della moda.

October 6, 2016

Ma siamo qui solo per vendere?”

È finita, tiriamo un sospiro di sollievo.

Il mese della moda si è concluso e dopo questo girone di eventi e presentazioni si torna a casa carichi di nuove idee e gli occhi pieni di novità, bellezza e anche molte critiche.

 

A New York (e non solo) l’argomento caldo è stato solo uno: “see now, buy now” un fenomeno già in atto dalla scorsa stagione che ha creato un vero e proprio spartiacque nel mondo della moda.

Tom Ford, Tommy Hilfinger, Calvin Klein e Ralph Lauren hanno già abbracciato questa nuova manovra di marketing e comunicazione, lasciando indietro i brand europei come Chanel e Hermès, più reticenti al cambiamento e al velocizzarsi del sistema. In tanti hanno scelto di vendere i capi subito dopo il fashion show battendo sul tempo gli agguerriti Zara e Mango, sempre pronti a scopiazzare.

Wang ha celebrato questa svolta democratica delle passerelle con una collaborazione “segreta” con Adidas ed un grande music festival mentre Hilfinger ha scelto di puntare tutto sull’unione vincente di evento, volto della stagione (Gigi Hadid per la cronaca, prezzemolina di queste sfilate) e l’hashtag #tommynow. Marc Jacobs ha chiuso le danze con ambientazioni da rave party, modelle con dredlocks arcobaleno e  un’atmosfera da fiaba.

 

 

Marc Jacobs – s/s 2017

 

La London Fashion Week si è riconfermata la più eclettica e sperimentale, sempre a metà tra innovazione e tradizione.

Christopher Bailey, stilista di Burberry ed uno dei primi ad accennare ad un grande mutamento  nel fashion, ha lanciato la prima collezione season-less, uomo e donna; una sfilata di 250 capi ispirati a Virginia Wolf  giocati proprio sulla mescolanza dei generi.

Attesissimo lo show di Versus che, dopo aver visto l’abbandono dell’art director Anthony Vaccarello, ha proposto una sfilata rock, dal sapore di pelle, anfibi borchiati e un immancabile Gigi Hadid sul front row.

Come ogni anno lo show più atteso e innovativo è il Central Saint Martin MA student show, famosa passerella che ha presentato gli stilisti di nuova generazione; la scuola vanta i natali di McQueen, Christopher Kane, Mary Katranzou e molti altri.

 

Subito dopo Londra, in un soffio, è arrivata Milano, una settimana prèt a porter che non si è piegata al cambiamento e che vuole rimanere ancorata saldamente alle sue radici.

Risultato? La noia dei trend setter, che se a NY sbuffavano vedendo linee sempre più commerciali ed economiche, a Milano non si sono fatti prendere dalla nostalgia e si sono ritrovati a vedere sempre le stesse cose.  Si sono consolati con feste e champagne gratis, non preoccupatevi.

C’è stato un gran parlare di Philipp Plein che, dopo il suo ormai atteso party post sfilata con tanto di giostre (il caro vecchio calcio in c**o, ve lo ricordate?), annuncia che non sfilerà più nella città meneghina preferendo New York. Ospiti d’onore Paris Hilton e i Black Eyed Peas, che i trend si stiano avvicinando agli anni duemila?

Altra festa da non dimenticare è stata la favolosa cena per 400 selezionatissimi millennials organizzata da Dolce e Gabbana in Montenapoleone per l’apertura del nuovo negozio monomarca. Un sogno che si realizza e che ha commosso il duo di stilisti, soprattutto Dolce il quale ha sempre desiderato un negozio al centro del quadrilatero della moda. Approfittano anche per dichiarare la loro volontà di tornare in atelier, stupendo un mondo che invece sta andando nel senso opposto.

 

                         

Philipp Plein Party

 

 

Giorgio Armani resta sobrio e ha coniato un nuovo termine adatto alla sua GA, unica linea che quest’anno ha sfilato a Milano: lo Charmani. Re Giorgio non ci ritiene ancora pronti a correre con la moda che verrà ma, da imprenditore qual è, si dichiara più che favorevole a cambiare le regole del gioco puntando sulle vendite.

Rodolfo Paglialunga, stilista del marchio minimal Jil Sanders si è messo la mani nei capelli dopo l’accusa di plagio: pare abbia copiato di qui e di lì, da Balenciaga a Issey Miyake.

Shock invece per Gigi Hadid (sempre lei…) dopo ”l’aggressione” subita fuori dalla sfilata di Max Mara, di cui è testimonial: pare che un giovane fan l’abbia abbracciata e sollevata di peso, facendo spaventare la modella che si è difesa prontamente dallo sconosciuto. Un po’ esagerato? Del resto non sembrava avesse cattive intenzioni, solo un irrefrenabile desiderio di dare affetto alla faccia più spalmata su cartelloni, giornali e copertine. Gigi non lamentarti, poteva andarti peggio..

 

E Parigi? Chiude il tutto la spettacolare villè lumière, che ha stupito come sempre per la grandiosità delle sue location e gli importanti nomi che vi sfilano ogni anno.

Primo volta per Emporio Armani che, in occasione dell’apertura del nuovo negozio in St Germain ha invitato grandi nomi italiani e internazionali per una sfilata dal gusto etnico e giocoso. Curiosa la partecipazione di Fedez che ha posato con l’amico e collaboratore J-Ax (legato da anni alla casa di moda Armani) e la forse fidanzata Chiara Ferragni, relazione non ancora confermata ma sospetta.

Il grande divorzio creativo tra Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, ex duo di Valentino che ha visto il “tradimento” della parte femminile in favore di Dior, è stato accolto male dal mondo della moda che si rivolta e richiama a gran voce Galliano ma soprattutto Raf Simmons: t shirt stampate da Dior? In molti non le accettano e ritrovano Valentino in troppi dettagli della collezione.

Stesse critiche per Anthony Vaccarello, che ha lasciato in disparte Versus ed il suo brand personale a favore di Saint Lauren di cui ora è direttore creativo;  ha reinserito Yves nell’etichetta ma con lui tanti capi già visti e troppo nudi, al limite della volgarità.

Scalpore per l’arrivo delle sorelle Karashian/Jenner, non tanto per le dimensioni dei loro sederi, ma per l’enorme furto subito ai danni di Kim: la poverina è  stata legata con un salame e derubata di quasi 10 milioni di dollari in gioielli da due ladri travestiti da poliziotti. Geniale la dichiarazione di Lagerfeld sull’accaduto che la bacchetta: una donna di classe non mostra la sua ricchezza, Coco sarebbe fiera di lui.

E proprio Chanel lancia una moda 3.0 tra server e cavi elettrici variopinti: il Kaiser della moda vuole farci riflettere sull’influenza dei social: ha fatto sfilare donne robot pronte per servirci, con maschere simili a quelle di Star Wars. Che si stia correndo troppo? Secondo lo stilista sì e ci invita a staccare i nostri occhioni vitrei dallo smartphone in favore dello stile di sempre e dei tempi necessari e giusti per preparare una collezione che meriti questo nome.

In prima fila l’imbronciata Lily-Rose Depp, figlia del pirata-attore e della bella Vanessa Paradis e nuova musa di Karl.

 

 

Sfilata Dior, non sembra Valentino?

 

Ricapitolando: tra cambi di direzione, volti da star che quasi danno la nausea, aggressioni fermate sul nascere, bloggers annoiate, una crisi della moda che imperversa e che porta tutti a correre come ghepardi direi che queste fashion weeks hanno deluso un pelo le aspettative ma, in un modo o nell’altro sono riuscite a far divertire sia noi che ci stiamo dentro che gli outsiders, che come spesso succede guardano questo circo beffardi, ma saranno in prima fila per comprare la nuova babbuccia di Gucci o il jeans bianco di Calvin al quale non possono assolutamente rinunciare. Sempre più giusto il modo di dire : “che si parli bene o male, l’importante è che si parli”. Che si venda, aggiungerei io.

 

 

 

 

 

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