IgNobel 2016: il premio più ambito dagli scienziati pazzi

October 26, 2016

Tra i vincitori dei premi IgNobel 2016 troviamo topi con i jeans, persone che diventano capre e veri e propri ammiratori delle mosche

 

La scienza non è necessariamente una cosa seria e il premio IgNobel (http://www.improbable.com/) è stato ideato appositamente per dare il giusto riconoscimento a quegli studi che “fanno prima ridere e poi pensare”. Le ricerche sono suddivise in categorie, anche se non le rispettano in tutto e per tutto, e sono state tutte eseguite seguendo rigorosamente il metodo scientifico. Allo stesso tempo risultano però troppo bizzarre e stravaganti per essere prese sul serio. A conferma dell’importanza della manifestazione le “ambite” statuette sono state consegnate da alcuni vincitori del vero premio Nobel.

 

Ratti alla moda

Il ricercatore egiziano, Ahmed Shafik, ha ricevuto l’IgNobel 2016 postumo per la Riproduzione

grazie alla sua ricerca sugli effetti dei pantaloni nella vita sessuale dei ratti. Lo scienziato ha quindi infilato diversi capi in poliestere, cotone e lana a 75 topolini e ne ha osservato l’influsso sui rapporti con l’altro con sesso. Il risultato è che “i pantaloni di poliestere hanno generato, a differenza degli altri, un potenziale elettrostatico sul pene e sullo scroto che può spiegare la diminuzione dell’attività sessuale degli animali”.

 

Agli insetti piace il nero

Il team ungherese guidato da Gabor Horvat dell’Eotvos Università ha scoperto che i cavalli bianchi hanno meno probabilità di essere punti dai tafani. I ricercatori affermano inoltre che una particolare specie di insetti, gli anisotteri, sono “fatalmente attratti” dalle lapidi nere.

 

A Wolfsburg tira una brutta aria

Il premio IgNobel 2016 per la Chimica è stato assegnato a Volkswagen per aver modificato

intenzionalmente i dati sulle emissioni di CO2, operazione salita all’onore delle cronache come

scandalo Dieselgate. I creatori del premio hanno motivato la propria scelta spiegando che il colosso tedesco è riuscito a risolvere “il problema dell’inquinamento automobilistico producendo automaticamente meno emissioni quando le automobili sono sottoposte a test”.

 

 

 

Per grattarsi ci vuole lo specchio

Un gesto semplice come grattarsi più diventare infinitamente più efficiente e liberatorio se eseguito seguendo particolari accorgimenti. Il team di medici del dottor Christoph Helmchen,

del Dipartimento di Neurologia all’Università di Luebeck, ha scoperto che si prova prurito sul lato sinistro del corpo potrà eliminarlo più facilmente se guardandosi allo specchio si gratterà sulla parte destra e viceversa. Questa scoperta gli è valsa il premio IgNobel per la Medicina.

 

Quando la motivazione diventa un handicap

Il premio IgNobel 2016 per la Pace è stato assegnato ad un'equipe di ricercatori che ha valutato l’impatto dei post motivazionali su Facebook. Coloro che trascorrono molto tempo a condividere contenuti come “Crederci sempre, mollare mai”, “Sono un buono ma non fatemi arrabbiare” o “Le persone così pazze da pensare di cambiare il mondo sono quelle che ci riescono” hanno in media un QI più basso della media e sono anche più disposte a cadere nelle truffe, bufale o teorie complottiste.

 

Vita da capra

Una vita da cani, o per meglio dire da capra, ha permesso a Thomas Twhaites di ottenere il premio IgNobel per la Biologia. Il designer ha ideato delle protesi estensibili che gli hanno permesso di muoversi in modo agevole sulle colline esattamente come le capre e persino in loro compagnia. Il premio è condiviso con lo scrittore Charles Foster per aver vissuto diversi momenti della sua vita in uno stato selvaggio e impersonando di volta in volta diversi animali come volpi, tassi e lontre.

 

 

Una collezione particolare

Il premio IgNobel 2016 per la Letteratura è andato allo svedese Fredrik Sjoberg per il suo libro

“L’arte di collezionare mosche” del 2014. Nel testo, che si compone di ben 3 volumi, viene

descritto l’immenso piacere che si prova nel catalogare e fotografare questi insetti sia da vivi sia da morti. “Tutti nell’intimo siamo collezionisti di mosche, anche se non ce ne siamo mai accorti”,

afferma l’autore.

 

Questione di punti di vista

La forma e la distanza degli oggetti cambia se ci si piega in avanti e si guarda il mondo attraverso le proprie gambe. E’ questa la scoperta a cui sono giunti i ricercatori Atsuki Higashiuama e Kohei Adachi con un loro studio del 2006 che gli è valso il premio IgNobel 2016 per la Percezione.

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